Festival BERGAMOSCIENZA al MAT- Museo Arte Tempo

FESTIVAL BERGAMOSCIENZA

AL MAT- MUSEO ARTE TEMPO

bergamoscenza2013

Laboratorio multimediale per tutti:

CACCIA AL TESORO MULTIMEDIALE
Con un personale smartphone o utilizzando le apparecchiature multimediali del MAT – Museo Arte Tempo ragazzi e famiglie si cimenteranno in una “Caccia al tesoro multimediale”, andando a cercare indizi utili dislocati all’interno e all’esterno del Museo. Non si tratta di una normale visita guidata ma, piuttosto, di un’azione didattica supportata dalle tecnologie mobili di ultima generazione . Attraverso QR-Code, codici bidimensionali a barre che vengono letti dai cellulari, l’ambiente museale diventa d’incanto interattivo.
E chi è sprovvisto di cellulare potrà utilizzare il tablet messo a disposizione dal museo, fare ricerche tramite postazioni pc allestite per l’occasione o utilizzare il computer touchscreen nel salone d’onore del museo…
Per essere in linea con il tema de festival questa caccia al tesoro verte su temi scientifici. Attraverso l’utilizzo degli apparecchi multimediali si dovrà rispondere a quesiti relativi per lo più alle particolarità tecniche dei meccanismi di orologi da torre del museo e ad alcune curiosità “scientifiche” su quadri e affreschi qui conservati. I dispositivi personali utilizzabili sono smartphone o altri dispositivi mobili muniti di fotocamera, connessione internet e di un qualsiasiQR Code reader gratuito. Fotografando la matrice sarà possibile ascoltare o leggere la scheda corrispondente.

DESTINATARI: TUTTI

SABATO 12 OTTOBRE 2013 A CICLO CONTINUO DALLE 15.30 ALLE 18.30
SABATO 19 OTTOBRE 2013 A CICLO CONTINUO DALLE 15.30 ALLE 18.30

Non è necessaria la prenotazione: attività a ciclo continuo, non strutturata in turni predefiniti. Sarà possibile parteciparvi liberamente, con orari e tempi di permanenza in Museo scelti dai fruitori.

 

Laboratorio per le scuole:

LA SCIENZA DEI COLORI
Come sarebbe il mondo se non fosse a colori? Con questa domanda inizia il viaggio alla scoperta della “teoria dei colori”di Isaac Newton. Un viaggio affascinante fatto di onde luminose, arcobaleni e colori che si riflettono e si assorbono.
In questa prima parte si farà riferimento alla scoperta di Newton che per primo dimostrò che la luce bianca è composta dalla somma di tutti gli altri colori e attraverso esperimenti concreti visualizzeremo tale fenomeno.
A seguire si osserverà il cerchio cromatico di Chevreul e in particolare si analizzerà il principio del “contrasto simultaneo”, ovvero l’aumento di luminosità dovuto all’accostamento di due colori complementari. Tale principio influenzerà i pittori a seguire in particolare i postimpressionisti.
Dopo questa parte teorica si dimostrerà tra le sale del museo come le teorie scientifiche abbiano influenzato i vari artisti.
A seguire un laboratorio pratico in cui i bambini approfondiranno quanto visto creando un vero e proprio strumento generatore di arcobaleni attraverso l’utilizzo di compact disk.

DESTINATARI: SCUOLA PRIMARIA

LUNEDÌ 7 ottobre dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti
MARTEDÌ 8 ottobre dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti
MERCOLEDÌ 9 ottobre dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti
GIOVEDÌ 10 ottobre dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti

 

LE DUE FACCE DELLA LUNA: TRA SCIENZA E LEGGENDA
Qual’é la vera faccia della luna? È leggenda o scienza? È forse una dea come credevano molte civiltà del passato? Oppure è semplicemente un corpo celeste che accompagna e rischiara (quando c’è) le notti? Perché la sua forma varia costantemente? Perché nasce, cresce e poi sparisce di nuovo? Ma soprattutto quali effetti può avere la luna sulla terra e su di noi? A queste domande, alcune apparentemente un po’ banali, vuole rispondere questo laboratorio, ideato in particolare per chiarire la differenza tra quella luna narrata dalle tradizioni popolari e quella studiata e analizzata con rigore scientifico; la stessa luna ma vista con occhi differenti.
Il primo approccio del laboratorio è naturalmente quello più spontaneo e immediato anche per i più piccoli: l’osservazione del variare della forma lunare nel cielo. Uno spunto per parlare dei miti e delle leggende più strane e remote (divinità, licantropia e altre curiosità verosimili); ma anche senza spingersi così lontano, pure il mondo dei “nonni” può rivelarsi ancora carico di tradizioni connesse con il ciclo lunare (taglio dei capelli, umore, ritualità…).
In realtà gli scienziati, che la luna l’hanno studiata e non solo immaginata, hanno un’idea ben diversa del“nostro satellite”. Nel corso dei secoli, grazie all’uso del telescopio, l’uomo ha osservato meglio la superficie lunare, ha annotato con precisione le fasi e la durata dei cicli, fino a conoscere perfettamente le leggi astronomiche che regolano la luna.
Poi curiosamente sono stati creati anche degli oggetti particolari che univano la rigorosità scientifica alle tradizioni popolari, come ad esempio gli almanacchi o gli orologi planetari. Essi riportavano con precisione i dati dei cicli lunari, ma venivano utilizzati dalla gente per i motivi più diversi. Attraverso la visita all’Orologio Planetario Fanzago e alla realizzazione di un almanacco personalizzato questo laboratorio ci guiderà alla scoperta delle due facce della luna.

DESTINATARI: SCUOLA PRIMARIA – SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

LUNEDI’ 14 OTTOBRE 2013 dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti
MARTEDI’ 15 OTTOBRE 2013 dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti
MERCOLEDÌ 16 OTTOBRE 2013 dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti
GIOVEDÌ 17 OTTOBRE 2013 dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti

 

“(RI) COSTRUIAMO INSIEME L’OROLOGIO ASTRONOMICO FANZAGO DI CLUSONE”. Un calcolatore ad ingranaggi.
Come possono degli ingranaggi sommare, sottrarre, dividere o moltiplicare? Come riuscivano gli Antichi a svolgere calcoli senza senza un moderno calcolatore ma solo con ingranaggi, pignoni e perni?
Partendo dai fondamenti della teoria cinematica, illustrati con animazioni e con modelli al vero, il laboratorio accompagna i ragazzi ad affrontare anche problemi complessi introducendo i concetti di moto apparente del Sole, della Luna e dei corpi celesti, secondo le cognizioni astronomiche del XVI secolo utilizzate da Pietro Fanzago nel 1583.
Verranno forniti cenni di astronomia precopernicana e di rappresentazioni dei moti apparenti del Sole, della Luna e dei pianeti nella volta celeste.
L’orologio astronomico di Clusone viene non solo spiegato, ma anche ricostruito in laboratorio e visto come un computer analogico in grado però, di svolgere solo un numero limitato e prefissato di calcoli.
Verranno poste in luce le differenze tra un calcolatore meccanico, come il Fanzago, ed i moderni computer nei quali è possibile svolgere sequenze diverse e risolvere un numero teoricamente infinito di problemi differenti a partire da un medesimo hardware.
I visitatori monteranno, a partire da materiali preelaborati, una sequenza di ingranaggi corrispondente a quella dell’orologio astronomico, completa di tutti i movimenti rappresentati nel quadrante, con una disposizione didattica in cascata che ne agevoli la comprensione. Con l’ausilio di audiovisivi verranno spiegati in dettaglio i moti della Luna e del Sole, la diversa durata del giorno e della notte nell’arco dell’anno e le loro rappresentazioni sul quadrante dell’orologio Fanzago, comprese quelle astrologiche elementari (opposizione, quadratura, trigono, sestile).
Come attività ulteriore poi, osserveranno il meccanismo originale del Fanzago, per dimostrare come un’opportuna disposizione delle ruote consenta di ottimizzare gli ingombri e ottenere una struttura meccanica compatta, senza variare i rapporti della soluzione trovata.

DESTINATARI: SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO – SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

MARTEDI’ 15 OTTOBRE 2013 dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti
MERCOLEDÌ 16 OTTOBRE 2013 dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti
GIOVEDÌ 17 OTTOBRE 2013 dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti
VENERDÌ 18 OTTOBRE 2013 dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti

 

L’OROLOGIO AD ACQUA VITRUVIANO. RICOSTRUZIONE DI UN SISTEMA DI MISURAZIONE DEL TEMPO DI EPOCA ROMANA.
Dopo un’introduzione sulla storia dei sistemi di misurazione del tempo, si approfondiranno le motivazioni per le quali, per migliaia di anni, l’uomo misurò il tempo attraverso lo scorrere dell’acqua, scoprendo anche che civiltà molto lontane fra loro svilupparono metodi talvolta simili per ottenere in modo semplice un dispositivo per il calcolo della durata di intervalli di tempo. Seguirà una visita guidata alla collezione di meccanismi da torre e da edificio ospitati nelle sale del MAT.
Successivamente gli alunni verranno coinvolti nella ricostruzione semplificata di un orologio ad acqua di tipo vitruviano mediante l’assemblaggio di contenitori, galleggianti, aste graduate.
Orologi di questo tipo ornavano gli edifici privati e pubblici dell’Impero romano nei primi secoli dopo Cristo, anche se la loro ideazione risale a Ctesibio, scienziato di epoca ellenistica. La loro produzione ed il loro uso continuò nei monasteri europei e nella cultura islamica per tutto il medioevo.
Pur facendo parte della grande famiglia di segnatempo a fluido noti sin dai tempi delle civiltà babilonese ed egizia, gli orologi ad acqua vitruviani utilizzano ingranaggi e quindi possono essere considerati l’anello di congiunzione, già meccanico, verso gli orologi a pesi che compariranno solo nel XII secolo. L’uso degli ingranaggi permetteva di regolare i moti degli indici in funzione di relazioni matematiche anche complesse. In tale scienza seppero eccellere gli studiosi del periodo ellenistico, che introdussero le ruote dentate, e fu dunque possibile rendere matematicamente rigoroso il rapporto dei moti tra le diverse parti e, con opportuni calcoli, ottenere movimenti che seguissero le traiettorie dei corpi celesti, studiati sulla base del modello tolemaico. Si passò quindi da un semplice timer a orologi in grado di indicare il momento della giornata e quindi a meccanismi astronomici che potevano mostrare la posizione apparente dei pianeti conosciuti nella volta celeste.

DESTINATARI: SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO – SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO (primo biennio)

LUNEDI’ 7 OTTOBRE 2013 dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti
MARTEDI’ 8 OTTOBRE 2013 dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti
MERCOLEDÌ 9 OTTOBRE 2013 dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti

 

LA STEREOSCOPIA E LA FOTOGRAFIA 3D 
La visione binoculare e la percezione tridimensionale della realtà che circonda l’uomo, sono oggetto di interesse di diversi studiosi e artisti durante l’intero arco della storia dell’umanità.
Il MAT – Museo Arte e Tempo luogo privilegiato per laboratori di fotografia, non solo perché ospita l’importante collezione fotografica di Cesare Cristilli, ma anche per il tema del tempo che si lega profondamente alla fotografia, propone un laboratorio per conoscere i segreti e gli sviluppi storico e tecnici della stereoscopia e della fotografia in 3D.
Attraverso l’esperienza pratica si comprenderà come il successo scientifico e il progresso tecnologico raggiunti negli ultimi anni in questi settori siano fondati su alcuni principi ottici e aspetti della fisiologia della percezione noti fin dall’Ottocento.
Nello specifico saranno affrontati i seguenti temi: la visione stereoscopica nell’essere umano; storia e sviluppo della stereoscopia; anaglifi e anaglittoscopi; applicazioni delle tecniche stereoscopiche nella fotografia tridimensionale.

DESTINATARI: SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

VENERDI’ 11 OTTOBRE 2013 dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti
SABATO 12 OTTOBRE 2013 dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti
LUNEDI’ 14 OTTOBRE 2013 dalle ore 9 alle 11 – max 30 partecipanti

 

La prenotazione, obbligatoria per tutti gli eventi, è effettuabile esclusivamente on-line a partire dalle ore 9.00 di mercoledì 18 settembre 2013.
La conferma della prenotazione, fino a esaurimento posti, è automatica e in tempo reale.
Per prenotare gli eventi in programma è possibile consultare il calendario sul sito di Bergamoscienza e cliccare sul banner “prenota” a fianco dell’orario scelto. Si verrà indirizzati direttamente al portale prenotazioni scuole. www.bergamoscienza.it